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alcune filastrocche di Gianni Rodari uno dei più bravi autori di racconti per bambini.Iole
Voglio fare un regalo alla Befana
La Befana, cara vecchietta,
va all’antica, senza fretta.
Non prende mica l’aeroplano
per volare dal monte al piano,
si fida soltanto, la cara vecchina,
della sua scopa di saggina:
è così che poi succede
che la Befana... non si vede!
Ha fatto tardi fra i nuvoloni,
e molti restano senza doni!
Io quasi, nel mio buon cuore,
vorrei regalarle un micromotore,
perché arrivi dappertutto
col tempo bello o col tempo brutto...
Un po’ di progresso e di velocità
per dare a tutti la felicità
Filastrocca
della Befana
di Gianni Rodari
Viene viene la Befana
Da una terra assai lontana,
così lontana che non c’è…
la Befana, sai chi è?
La Befana viene viene,
se stai zitto la senti bene:
se stai zitto ti addormenti,
la Befana più non senti.
La Befana, poveretta,
si confonde per la fretta:
invece del treno che avevo ordinato
un po’ di carbone mi ha lasciato.
Alla Befana
Mi hanno detto, cara Befana,
che tu riempi la calza di lana,
che tutti i bimbi, se stanno buoni,
da te ricevono ricchi doni.
Io buono sono sempre stato
ma un dono mai me l’hai portato.
Anche quest’anno nel calendario
tu passi proprio in perfetto orario,
ma ho paura, poveretto,
che tu viaggi in treno diretto:
un treno che salta tante stazioni
dove ci sono bimbi buoni.
Io questa lettera ti ho mandato
per farti prendere l’accelerato!
O cara Befana, prendi un trenino
che fermi a casa d’ogni bambino,
che fermi alle case dei poveretti
con tanti doni e tanti confetti.
Origine della festa della Befana
La Befana racchiude in sé una grande varietà di tradizioni, pagane e cristiane, che si intrecciano, si sovrappongono e si modificano tra loro.
Il 6 gennaio infatti - nella tradizione cristiana - è il giorno dell’Epifania, il giorno in cui Gesù Bambino si manifestava ai tre re Magi che erano arrivati a Betlemme per vederlo. "Epiphaneia" in greco significa appunto "manifestazione" e il nome "Befana" non è altro che una derivazione di questa parola.
In realtà poi nella più antica tradizione cristiana il 6 gennaio corrispondeva anche ad altre due occasioni importanti nella vita di Gesù Cristo: era il giorno in cui San Giovanni Battista lo aveva battezzato e anche il giorno in cui a Canaa Gesù si era "manifestato" con il primo miracolo (la trasformazione dell’acqua in vino).
Ma anche nell’antichità pre-cristiana c’erano ricorrenze importanti a gennaio: gli antichi
romani festeggiavano l’inizio dell’anno con delle feste in onore del dio Giano (Januarius deriva proprio dal nome di questa divinità) e della dea Strenia (dal nome di questa dea deriva invece la parola "strenna" nel senso di "regalo natalizio").
Il periodo fra dicembre e gennaio poi era particolarmente delicato per l’agricoltura: l’imperatore Aureliano aveva proclamato il 25 dicembre "festa del sole" e per 12 giorni (fino cioè alla "dodicesima notte" del 6 gennaio) un tronco di quercia doveva bruciare continuamente perché dal carbone prodotto (eh sì, proprio il carbone che porta la Befana!) si sarebbero potuti trarre auspici sulla fortuna dell’anno successivo.
Si riteneva inoltre che proprio nelle dodici notti precedenti il 6 gennaio la dea Diana volando nel cielo insieme ad altre figure
femminili poteva rendere il terreno più fertile e fecondo.
In epoca cristiana l’immagine pagana di Diana e di queste donne è stata trasformata nell’immagine di streghe orribili e maligne, ma evidentemente il vecchio carattere positivo non è stato del tutto cancellato.
Di feste per la "Befana" si comincia a parlare già nel XIII secolo (feste caratterizzate da fuochi, canti e balli). Nel Cinquecento le "Befane" sono numerose figure stregonesche
che spaventano i bambini e nel Seicento queste Befane si riducono a due, una buona e una cattiva.
Solo più tardi si comincia a parlare della "Befana" come di un unico personaggio che ha in sé comunque una forte dualità (vecchia bisbetica che porta i regali ma anche il carbone) e la figura è presente in qualche variante anche all’estero (Frau Holle e Frau Berchta in Germania, per esempio).
Una origine "agricola" della Befana è del resto testimoniata anche dai suoi doni più caratteristici che sono noci e arance. E lo stesso carbone come dono "negativo" fa pensare a una tradizione certamente rurale.
Ma queste poche cose non bastano probabilmente a spiegare tutte le tradizioni che possono convergere nella nostra Befana: c’è infatti anche chi parla di un rapporto con Santa Lucia, santa della luce, dell’illuminazione e quindi della "manifestazione", venerata in particolare in nord Europa. E certamente altre tradizioni stregonesche di origine scandinava possono aver aiutato a modellare questo inconsueto personaggio.
Né possiamo dimenticare le leggende più recenti, sempre di origine cristiana: la figura della Befana potrebbe infatti prendere spunto dalla vecchietta a cui i tre re Magi si erano rivolti per avere indicazioni sulla strada per raggiungere Betlemme dove volevano vedere Gesù Bambino. La vecchietta si era rifiutata di aiutarli e i re Magi erano partiti da soli. Il giorno dopo però, pentita di aver perso l’occasione di vedere Gesù, la vecchietta li aveva seguiti senza però più riuscire a trovare il bambinello. Per questo adesso il 6 gennaio passa in tutte le case a portare regali ai bambini.
6 commenti all'articolo «FILASTROCCA DELLA BEFANA»
• befana Che porta i dolci
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