iPad, rivoluzione o delusione?Esperti divisi sul tablet di Apple


Pubblicato da Iole il 29 Gennaio 2010 - articolo letto 348 volte

ROMA - E’ bellissimo, ma lo comprerei? La domanda delle domande rimbalza in rete a poche ore dalla presentazione dell’iPad, nuovo oggetto del desiderio di casa Apple. Per rispondersi, appassionati ed esperti fanno le pulci al tablet, in cerca di pregi e difetti su un prodotto che nessuno ha ancora stretto fra le mani.

LE CARENZE - E’ significativo che alcune critiche vengano dall’interno della comunità degli entusiasti della Mela. Su MacWorld, un articolo intitolato "Le cinque peggiori sorprese dell’iPad", elenca le caratteristiche che possono condizionarne l’acquisto: l’assenza di videocamera, il mancato supporto di multitasking e tecnologia Flash, il gps presente solo sui modelli 3G e le limitazioni nella risoluzione video. Il sito MacLife aggiunge la mancanza di ingressi usb e di lettori per sd card, la scelta del sistema operativo, l’impossibilità di telefonare senza usare il voip e l’assenza di uscite hdmi.

PERCHE’ UN IPAD? -Su Twitter gira quest’indovinello: "Cos’è che non ha webcam, non ha multitasking, non ha Hdmi, non ha Flash e costa 500 dollari? Indizio: non è un netbook". Risposta indiretta a Steve Jobs che durante la presentazione dell’iPad aveva liquidato i piccoli laptop che hanno dominato il mercato l’anno scorso, definendoli "migliori in niente" rispetto ai dispositivi (smartphone e notebook) già esistenti.

Polemiche a parte, molti si chiedono quale sia lo specifico dell’iPad, la ragione che dovrebbe spingere all’acquisto. "Il problema dell’iPad è che non fa nulla che non si possa già fare con uno smartphone e un laptop", si legge sull’Huffington Post. "E’ un prodotto interessante, ma difficilmente cambierà il mondo". Secondo Charles Golvin di Forrester Research, l’iPad "alla fine non è altro che un grande iPod Touch".


Critiche che secondo David Pogue, esperto di tecnologia del New York Times, non rendono giustizia alle potenzialità del dispositivo: "L’iPad è la macchina dei sogni per leggere e guardare". Un punto di vista non diverso da quello espresso su The Register da Tony Smith, secondo il quale l’iPad non è altro che una tv portatile. Una tv, si intende, nell’accezione contemporanea del termine: "Gli apparecchi nei nostri salotti non sono più televisori", scrive Smith. "Ci possiamo collegare console per videogame, lettori di dischi, periferiche di archivizione, video presi da YouTube". L’iPad è pensato per fare tutte queste cose, in mobilità. "L’iPad è un prodotto estremamente visivo", conferma Mick Mediat su PCWorld, osservando però che la presentazione del tablet non gli ha trasmesso la stessa sensazione di grandezza che aveva avvertito al debutto dell’iPhone.

Nelle mani degli sviluppatori
Su BusinessWeek, l’iPad viene ribattezzato "iWonder", per sottolineare come molte delle potenzialità del dispositivo siano nelle mani degli sviluppatori che creeranno i contenuti per il tablet. "Mi chiedo se i provider che possono decretarne il successo siano pronti a trarne vantaggio", scrive Rich Jaroslovsky. "Finché gli sviluppatori non creeranno applicazioni specifiche", gli fa eco sullo stesso sito Cliff Edwards, "iPad subirà la stessa apatia da parte del grande pubblico che ha afflitto i tablet creati negli anni dai rivali di Apple". E l’analista Ashok Kumar conferma: "Gli manca ancora la killer application, il software che lo renda essenziale".


L’opportunità degli iBooks
L’applicazione che potrebbe lanciare l’iPad presso il grande pubblico potrebbe essere iBooks, il lettore di libri elettronici. Gli analisti sono concordi nel ritenere che l’iPad spariglierà le carte nel nascente mercato degli e-books, mettendo in difficoltà Amazon sia come concorrente del e-reader Kindle, sia come alternativa, con l’iBooks Store, al negozio virtuale di Jeff Bezos. Lo store di Apple ancora non esiste ma, come osserva il Boston Globe, i primi titoli annunciati costano di più in versione iBooks che in versione Kindle. Inoltre, mentre iPad surclassa Kindle per numero di funzionalità, non è detto che gli utenti vogliano rinunciare alla leggibilità dell’inchiostro elettronico a favore di uno schermo retroilluminato.

Bisogna attendere, ancora
Sebbene la presentazione ufficiale abbia finalmente svelato il mistero sul prodotto informatico più chiacchierato degli ultimi anni, tutti rilevano che per comprenderne appieno la portata bisognerà attendere ancora: attendere di poterlo testare dal vivo e attendere che le applicazioni (come iBooks e i relativi libri) siano effettivamente disponibili. Secondo l’analista Gene Munster, bisognerà aspettare anche che il prezzo cali di altri cento dollari, collocandosi tra i 300 e i 400 dollari, per conquistare un appeal di massa.

Nel frattempo, ogni previsione è lecita. Anche quella del Washington Post, che arriva a ricordare il caso del Segway, il veicolo a due ruote che avrebbe dovuto rivoluzionare il trasporto urbano e invece, dopo una lunga attesa, si rivelò un fiasco. Malignamente, il quotidiano della capitale statunitense ricorda la previsione di un entusiasta del Segway, secondo il quale le città sarebbero state ridisegnate intorno al nuovo mezzo di locomozione. L’entusiasta in questione era Steve Jobs. (la Repubblica)


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