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di Massimo Visconti
Foto SGP
Ha venduto più di 5 milioni di dischi in tutto il mondo e con il suo gruppo, gli Skunk Anansie, sarà a Milano il 15 novembre e il 16 a Firenze. Ma Skin ha molte frecce al suo arco: modella, cantante, dj ma anche creativa. Infatti, nella più grande tradizione delle eccellenti collaborazioni artistiche, da Andy Warhol a Keith Haring fino ad arrivare a Jean Paul Gaultier, Tom Ford e Lenny Kravitz, Absolut Vodka ha deciso di celebrare il mondo della musica proprio attraverso l’energia della reginetta di Brixton che per l’occasione ha espresso il suo estro in fatto di design sull’Absolut Wallpaper, una tela di 360 metri quadri.
La tua installazione rappresenta una ruggente e brillante leonessa che si erge su uno sfondo di blocchi geometrici total black. A cosa ti sei ispirata?
«Mi sono fatta ispirare da mio segno zodiacale, il leone. Trovo che sia un simbolo che mi rappresenta bene, non solo negli astri, ma anche nel modo di interpretare la vita e la musica. È stata una bellissima esperienza, un’occasione per poter graffittare e, soprattutto, per farlo "legalmente". Quando ero adolescente le tele a disposizione erano i treni e i muri della zona sud di Londra dove sono cresciuta».
Tu sei inglese, come Rolling Stones, Beatles, Who, Led Zeppelin, Sex Pistols, David Bowie, Depeche Mode... il rock è inglese, non è vero?
«Devo essere onesta, il Regno Unito ha dato i natali a gran parte delle migliori rock band del mondo, è un dato di fatto. Credo che le motivazioni siano da ricercare nella nostra forte cultura musicale, qualcosa che ci portiamo dietro da secoli. Anche se in realtà non siamo stati noi a inventare questo glorioso genere musicale, (nato negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, ndr) è proprio grazie al nostro tipo di cultura che siamo riusciti a trovare un suono e uno stile che ha conquistato il cuore di tutti, che riesce tuttora a scalare le classifiche e, cosa ancora più importante, a portare il suo messaggio e la sua energia in tutto il globo».
Io sono diventato un tuo fan, alla "vecchia maniera" ovvero dopo averti visto sul palco con gli Skunk Anansie qualche anno fa durante un festival rock a Monza. A te è mai successo qualcosa di simile?
«Certo un milione di volte. Spesso ti capita di sentire un disco che ti piace e quando vai a vedere quel gruppo dal vivo dici: "Ehi, ma cosa state facendo? Dov’è andata a finire tutta la potenza che c’era nel vostro cd?". Altre volte invece ti capita di innamorarti di nuovi gruppi, che mai avresti pensato di ascoltare, proprio perché li hai sentiti suonare dal vivo».
Hai un aneddoto particolare legato a una delle vostre esibizioni?
«Sì. Una volta un fan ha cercato di entrare a un nostro concerto con una puzzola (che in inglese si dice appunto Skunk, ndr), non ho mai capito che cosa volesse farci con quel povero animale, forse pensava di aver avuto un’idea geniale, però, fortunatamente per noi e per lei, alla piccola puzzola non è stato permesso di entrare... te lo immagini che odore ci sarebbe stato?».
Parlami dei tuoi trascorsi nella moda.
«Quando avevo 18 anni facevo la modella ed era davvero un lavoro duro. Molto più di quanto si possa immaginare, niente sesso, droga & rock ’n’ roll, solo filate e shooting fotografici tutto il giorno. Devo dire però che sono molto più in forma adesso rispetto agli anni delle passerelle. Essere in una band come gli Skunk Anansie richiede molta energia...».
Questa tua energia colpisce chi viene ai vostri live.
«È vero, ed è qualcosa che non puoi avere se la notte prima hai fatto troppo tardi o ti sei "divertito" troppo. Io vado a correre tutte le mattine e mi alleno praticamente ogni giorno, perché se il tuo corpo è sano allora anche la tua mente lo è di conseguenza... e tutto questo sport aiuta anche la mia voce a rimanere potente».
Sei una persona che definire energica sarebbe riduttivo. Come passi le giornate quando sei a casa tua, a Ibiza?
«Quando sono sull’Isla Blanca mi dedico molto alla mia casa, curo le mie piante, il giardino e il mio orto, vivo praticamente in mezzo a una foresta. Mi piace il contatto con la natura, posso rimanere isolata anche per qualche settimana, ma quando c’è un dj che voglio sentire, mi metto un bel paio di tacchi alti e vado a divertirmi con i miei amici sorseggiando un buon vodka tonic».
Da qualche tempo hai iniziato anche tu a fare la dj. L’atmosfera ibizenca ha influenzato la tua scelta?
«Io adoro Ibiza e di certo mi ha ispirato tantissimo. Ho molti amici che vivono lì per lavoro, molti fanno i dj: Carl Cox, Luciano, Timo Maas e Loco Dice, tutte persone che hanno influenzato i miei gusti musicali e con cui ho fatto anche alcuni dischi. Anche la mia migliore amica è una dj molto famosa, Smoking Joe, ed è stata proprio lei ad aiutarmi a perfezionare la tecnica nel mixaggio. Nei miei dj set suono molta tech-house, ma mi piace spaziare e se il pubblico me lo permette mischio vari generi».
Quando hai imparato a mixare?
«Ho imparato a mixare molti anni fa ma non sono mai uscita allo scoperto, non volevo cadere in quel cliché della rockstar dj, però poi ho pensato: chissenefrega, adoro troppo la musica è arrivato il momento di uscire allo scoperto».
David Bowie in una sua canzone cantava: "I am the dj, I am what I play!". Tu sei quello che suoni?
«Assolutamente sì e mi piace l’idea non mettere solo rock, ma di suonare pezzi musicalmente molto distanti da ciò che faccio con la mia band, forse anche perché mi piace stupire e quando mi vedi in consolle, non ti aspetti di sentirmi suonare musica elettronica…».
Cosa ti piace del fare la dj?
«Mi piace l’idea di trovarmi in un ruolo diverso dal solito, ovvero prendere la musica che altri hanno suonato e dare la mia interpretazione. Stravolgere un brano e trasformarlo in qualcosa di completamente diverso. Ma penso che non andrei mai a toccare i capolavori del rock, gente come Jimi Hendrix per esempio, mi sembrerebbe un sacrilegio».
Hai suonato ovunque, dai piccoli club ai piщ grandi stadi e arene del mondo. Ora ti ritrovi dietro un mixer con un paio di cuffie in testa. Come ti senti senza un microfono tra le mani?
«In certi casi è quasi un sollievo. Sai, ormai persone come David Guetta sono delle vere celebrità, delle vere e proprie rockstar, hanno jet privati e fan in adorazione che li ammirano da sotto la consolle, si fidanzano con le super modelle, è davvero assurdo!».
Pensi che ci sia più energia all’interno di una discoteca che durante un concerto?
«No! Beh, forse dovrei dirti di sì, ma in realtà è un tipo diverso di energia. Le persone che arrivano ai concerti sono venute lì a vedere me e la mia band, già immaginano quali canzoni potrò cantare, le conoscono a memoria e si aspettano che tu le esegua al meglio, ma anche se sbagli una nota, a loro non importa e ti dicono: "ok ti adoriamo comunque"».
Invece un dj?
«In un club è diverso, tu sei lì per loro, devi lasciar perdere il tuo ego e devi creare un flusso continuo di energia, devi mettere i dischi giusti, non solo quelli che piacciono a te e devi riuscire a tenerli incollati alla pista tutta la notte perché sei tu l’anima di quella serata, altrimenti il proprietario del locale non ti chiamerà più. Alle persone non gliene frega niente se sei una cantante famosa, se metti un disco che non gli piace te lo fanno capire molto bene, anzi te lo vengono proprio a dire».
Facciamo un gioco. Ora ti dirò una serie di nomi di coppie famose del presente e del passato. Scegli tra loro chi inviteresti a una festa nella tua villa di Ibiza: Chris Martin o Gwyneth Paltrow, Liam Gallagher o Nicole Appleton, il Principe Carlo o Camilla Parker Bowles?
«Gwyneth Paltrow, Nicole Appleton e Camilla».
Ken o Barbie, Homer o Marge Simpson, John Lennon o Yoko Ono.
«Ken, Homer, e John Lennon, assolutamente!».
Jesus o Madonna, Tommy Lee o Pamela Anderson, Justin Timberlake o Rihanna?
«Madonna, Tommy Lee e Rihanna».
Hai scelto più donne che uomini.
«Sì, è vero. Però, ho scelto gli uomini giusti per fare una festa!».
Tu hai uno stile davvero incredibile. Sei un’icona della moda. Ma com’è Skin quando va a dormire?
«Sono sempre quasi completamente nuda. Indosso solo biancheria intima, adoro La Perla, è la mia marca preferita. Non metto mai il reggiseno solo degli slip molto sexy. Quando ero piccola nella mia casa c’è stato un incendio, sono arrivati i pompieri e siamo dovuti letteralmente correre fuori così com’eravamo... è per questo che indosso sempre qualcosa. Non è un problema mostrare il seno, ma di certo voglio tenere coperto il resto, nel caso in cui mi dovessi trovare nella stessa situazione!».
Poseresti mai nuda per una rivista?
«Assolutamente no, non ce la farei proprio. Anche se può sembrare strano, sono molto timida. Non mi sentirei a mio agio se dovessi stare completamente nuda di fronte all’obbiettivo di una macchina fotografica... e poi mia madre mi ucciderebbe».
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