ARCHIVIO
GRAFICA
VIDEOCAST
DAL WEB
WALLPAPER
VIAGGI
COPERTINE
HISTORY
Caro Morgan e tutti quelli come te, ho una proposta:
il prossimo Luglio tieniti libero per 15 giorni da manovale dalle 13 alle 18, scommettiamo che ti passa la depressione?
Iole
di Aldo Grasso
Primi danni della par condicio. Santoro, invece di occuparsi di politica, si è avventurato in un terreno spinoso: la droga. E con un tono, quello della leggerezza, che non gli appartiene. Ha invitato Morgan, ha imbastito una serata che avevamo già visto da Vespa, ha creato molta ambiguità su un tema tanto delicato. Perché è vero che alcuni ospiti, tra cui il «filosofo» Stefano Bonaga, l’ex di Alba Parietti, hanno sostenuto che Morgan ha fatto (cito testualmente) «solo una cazzata», ma la storia della cocaina come antidepressivo è tornata fuori.
Su questi temi bisognerebbe fare chiarezza assoluta, smetterla di santificare Morgan come fosse una vittima del perbenismo dominante. A un certo punto Santoro ha citato un usurato slogan di McLuhan, il mezzo è il messaggio. Ecco, la sua trasmissione è stata l’esatta dimostrazione che se non hai confidenza con la letteratura, con la saggistica, con un po’ di teoria succede che sbagli gli ospiti e la trasmissione vive solo in un clima da dopofestival. Qualcuno ha detto che viviamo in «un paese di falsi moralisti e ipocriti». E se l’ipocrisia più grande fosse quella di non ammettere che tutto è nato da un’intervista a un signore che probabilmente non era abbastanza lucido per farla? È intervenuto anche Celentano a confondere le idee. Molto meglio le interviste finali a una madre che ha vissuto sulla sua pelle il dramma della droga e ai ragazzi che dicevano di consumare sventatamente stupefacenti: nella trasmissione è tornato il senso della tragedia, l’unico che si addice alla droga.
0 commenti all'articolo «Un messaggio ambiguo»